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venerdì 30 agosto 2013

LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO


 Poesia ispirata alla foto di Alessio Buonfigli


Ho colorato le mie labbra mute
e da lì sono scivolate parole trattenute per sempre.
Come gocce, lievi, sono planate sul mio corpo nudo,
lo hanno colorato gocciolando stille di rossetto,
lo hanno coperto come pellicola di libertà
e poi,
poi le mie mani hanno giocato con quel colore,
hanno spalmato e plasmato ogni parola,
lettere dipinte a comporre pensieri e sentimenti,
E ora, se ci riesci
non guardarmi ma leggimi.


domenica 11 agosto 2013

LA RIVA DEI MIEI OCCHI


Poesia ispirata alla foto di Luca De Nardo



Sarà una sera senza notte,
questo buio in cui attenderò
il tuo sguardo in riva alle mie ciglia.
Saranno attimi che cucirò in tempo
con fili di lacrime e sospiri,
lì, dove la luce mi ridisegna ombra.
E ombra sarò per te
sulla parete delle tue notti insonni
quando quel buio dentro ti farà paura
e io,
dalla riva dei miei occhi
ti chiederò di andar via.



martedì 6 agosto 2013

ANCORA E ANCORA


Foto di Luigi Benedetti



Non sapeva, ancora non sapeva che la vita potesse fare così male.
Quella non vissuta poi, lascia ferite profonde che non si possono ricucire neanche con il filo di finti ricordi.
E’ quel film che avresti voluto girare ma che non hai neanche visto, quella foto che avresti voluto scattare, pur non essendo mai stato in quel luogo, quel libro che avresti voluto scrivere e le cui emozioni non hai mai ritrovato nelle frasi di libri altrui.
E’ ciò che avresti voluto essere ma che non ti hanno permesso di diventare.
Poi, poi troverai sempre chi ti dirà che solo noi siamo i responsabili dei sogni infranti, ci sarà sempre chi ti dirà che basta volere per avere, che è sufficiente credere ai propri desideri e perseguirli con tenacia e determinazione.
Finisci con il credere che sia proprio così, ti convinci che se non trovi ciò che cerchi forse stai camminando nella direzione sbagliata.
Così cambi strada, asfalti sentieri polverosi, ti arrampichi sulle rocce, cammini, corri, ti fermi, aspetti, ti alzi e riprendi passo dopo passo un cammino.
Non sai se è quello giusto.
Qualcuno dice che l’importante è non fermarsi mai.
Eppure, eppure è proprio quando ti fermi, solo con te stesso, quando raccogli tra le mani i tuoi pensieri, le lacrime versate, i sorrisi, i volti di chi ami o hai amato, gli abbracci, l’amore dato e ricevuto, è solo allora che tutto si ricompone.
Quando ti fermi il tempo si siede accanto a te e ti aspetta.
Ti ascolta, ti pone domande e non puoi più fingere di non ascoltare.
Perché se perseveri in questo assurdo gioco di non voler trovare le risposte ai tuoi perché, il tempo seduto accanto a te sulla panchina della vita, ti scuoterà con veemenza da quel torpore che sa tanto di difesa e paura.
E tu, tu non potrai più dirti di non aver visto, di non avere sentito, di non aver percepito quel senso di vuoto e rassegnazione.
Le domande ti faranno male ma le risposte, quelle, saranno il tuo vero tormento.
Scoprirai cose che credevi di non sapere solo perché insabbiate sulla soglia della coscienza.
Rimarrai fermo ancora un po’, mentre albe e tramonti si susseguiranno e confonderanno.
Solo quando avrai elaborato tutte le domande, ti ritroverai da solo su quella panchina.
Il tempo ti avrà lasciato senza un saluto perché lui sa che tornerà a trovarti, a scuoterti ancora e ancora da ulteriori, inevitabili torpori della mente, tornerà a chiedere e tu dovrai rispondere.
Ancora e ancora.
Poi ti alzerai e senza sapere come, camminerai lungo il tuo sentiero.
Lo capirai da solo che quella è sempre stata la tua vera strada ed ogni passo sarà respiro di vita nuova.
Ti fermerai ancora una volta e ti volterai indietro, perché sarà impossibile non farlo.
Osserverai il tuo passato, vedrai i mille sentieri percorsi e capirai che tutti avrebbero condotto a quella strada che ora riconosci come la tua. Rivedrai come in un film la tua vita: i volti di coloro che ti hanno ingannato e deluso, di chi ha finto di essere ciò che non era, di chi ti ha mentito, di chi ti ha usato, di chi ti ha pugnalato alle spalle.
E non proverai più rancore, né odio o risentimento.
Comprenderai che mai ci sono state scelte sbagliate e che tutto, e che tutti, sono stati utili nel bene o nel male, per la tua crescita interiore.
Ogni esperienza vissuta la vedrai come lezione di vita.
Sorriderai, forse per la prima volta.
Poi tornerai a percorrere la tua strada e non sarà più un semplice cammino, diventerà un volo verso il futuro, verso quell’orizzonte che non avevi mai osservato, confine in cui nessuna alba potrà confondersi con il tramonto.
E poi vedrai quel film che hai girato, la foto che hai scattato e leggerai il libro che avevi già scritto senza saperlo.
Non avrai bisogno di cercare in altri le emozioni che non avevi, perché da adesso sarai tu a regalare emozioni che altri non hanno.
E il mondo si capovolgerà.
Cielo sotto i piedi e mare tra le nuvole, azzurri che si mescolano come tavolozze d’anima.
Il tempo tornerà a trovarti, ancora e ancora.
E gli chiederai di sedersi sulla panchina della vita perché ora, sarai tu ad avere mille risposte da dare leggendo tra lancette ferme, le sue domande.
Poi, poi proseguirai il tuo cammino e nulla ti farà più paura.
Sarai felice, forse per la prima volta.
E ti guarderai avanti, verso progetti sospesi a metà.
L’orizzonte sembrerà un punto di arrivo ma ad ogni passo diventerà un punto di partenza. Ogni passo sarà un obiettivo, un traguardo, un nuovo mondo da inventare. Poi ti sorprenderai a colorare il tuo futuro mentre il tempo, sorridendo, tornerà a trovarti.
Ancora e ancora.